MILLENOVECENTOTTANTA



(Nel millenovecentottanta...)

Notte, accende la TV

chissà chi è,

sto diventando blu..


Passerà, non sarà così,

ubriaco di follia.

Nel mio cuore un solo gesto, yeah

ubriaco di follia.


Strangolo la vicina di casa, strangolo la vicina di casa


Calda domenica di Luglio,

la pioggia col sole,

mi sento sudare se penso

che non va mai al mare

il silenzio non le guida il cervello,

stasera sarà con un altra,

voglio scorticarla ! Devo scorticarla!

La mia vicina, la mia vicina, la mia vicina...


Strangolo la vicina di casa, strangolo la vicina di casa.


Non passa più !

I chiodi dietro al muro !            

Sono le tre prima dell’alba...

apro e salgo le scale,

la casa è ancora illuminata,

lo so che non sei innamorata.

Entro piano per non far rumore,

ho fatto fuori la Peppina!

Buttando giù il muro

per farla finita! (la Peppina fa il caffè)

per farla finita  ( E lo fa di cioccolata)

per farla finita! Finita!


Strangolo la vicina di casa !  Strangolo la vicina di casa !


PORTO D’INGHILTERRA


Non mi alzerò da questo tavolo

e il mio bicchiere

avrà sciolto il timore.

Ho scelto il fondo di questa sala,

l’angolo estremo di sconfitti ed eroi.


Lo so che parte,

si, lo so, ma non ci sento.


Son qui da anni, è un’abitudine,

conosco i gesti di questa gente;

conosco gli occhi di queste donne,

loro hanno scelto i miei ricordi.


Lo so che vola via,

strano però, le onde si infrangono qui.


Viene da me il capitano,

uomo gentile, sicuro di sé.

Mi dice “ Guarda, la nave risolve

ogni problema, tutte le scelte”.


Lo so che parte,

da questo porto non fuggirò mai più !


CONFINE


In una sera, una sera come tutte,

davanti la TV che vomita rumori

sgradevoli, saturi, inutili.


Cento chilometri tra il piano e la finestra,

un secolo di note, un’orgia di parole:

chiudile, gettale fermale.


Tu vai avanti se vuoi,

io ti raggiungerò,

e come allora non distrarti,

guarda oltre il parco:

corri, verso quella stazione,

ascolta...


Ci sarà del tempo,

ma buona parte è passato già.

Siamo girati di spalle,

verso ridicoli confini.


Da una cantina umido tempio di coerenza,

senza mai chiedere,

col cuore, in allegria:

solidi, impassibili, liberi !


Tu vai avanti se vuoi,

io ti raggiungerò,

c’è una luce laggiù,

stan suonando:

siamo noi e i nostri soliti stracci,

ascolta...


Ci sarà del tempo,

ma buona parte è passato già.

Stringi le mie dita,

tutto è più facile così.


Poi incontreremo il mare,

ubriachi di serenità,

poi la matita chiude il cerchio,

si potrà ricominciare...

ALBA DI SPAGNA


E fu verso la fine della notte

che si staccò dal ramo.


E fu verso la fine della notte,

mentre si alzava in volo


                                                 (a Rita)

                     PIANCALDOLI


Si arrivava verso sera

prima del tramonto,

dentro l’ultima corriera

che sostava nel paese


Poi si proseguiva a piedi,

giovani viandanti

forse c’era la salita

io ricordo la pianura


Poi quelle stanze da riscaldare

legna, fuoco, accendi tu...

corre veloce l’incrocio di sguardi

tagli di luce gialla, calda.


Si parlava del presente,

di politica e cultura;

prigioniero nella testa,

mi sdraiavo sul divano.


Quando gli altri erano stanchi

poi prendevo la chitarra,

non riuscivo più a dormire,

non volevo che suonare...


Mentre la notte versava le sorti

io respiravo un antico canto;

guardavo gli altri già addormentarsi

ormai distanti, abbandonati, qui...


corre per l’eternità, questa immagina che va...


Si arrivava verso sera,

prima del tramonto

dentro l’ultima corriera

che sostava nel paese..



ULTIMO A STARE IN PORTA!

( manca un quarto alle cinque)


Corri verso il centro, parlano di noi

pugno contro pugno, PARI DISPARI .

Io non li conosco, ma parlano di noi

chiamano le squadre: PARI DISPARI !

Sguardi severi maestri sensibili,

                   attenti alla mossa sbagliata,

una spalla un ginocchio...

Tutti i personaggi di questa commedia

si muovono con l’ordine:

“ RICICLIAMOCI ”

Evviva la furbizia, evviva la realtà

camaleonti all’ordine di “SOPRAVVIVERE”

Io mi commuovo ancora per vivere

una parola non detta,

una frase interrotta...

“U L T I M O   U L T I M O !”

Essere ultimi è un po’ come vincere,

ma non ricordo come ho risposto

quel giorno al telefono...

...seguetesti3.html

CANTO NOTTURNO DELLA STELLA



a) Canzone


  Cantore:           Quale sarà la stella

               scelta una notte di strani incanti

                  caldi e misteriosi?


Quale scrigno di sogni,

eccomi mentre cammino  nel tepore sordo

di un pensiero che scopre la paura, l'inquietudine

che traccia la frontiera e guarda


oltre questa vacanza,

cosa potrò fare per rispettare il mio destino?

Come potrò fuggire

questa violenza di scegliere

per convenienza  o per errore

la strada del rifugio e del dolore

che inevitabilmente seguirà.

Ed  così facile perdersi senza ritorno.

Ed  così inutile l'ansia, la fretta di tornare

quando era ancora possibile giocarsi anche la vita.


( ...tutta la ragione intorno)


Non cercare fantasia una nota una poesia

non confondere le carte gioca solo la tua parte

non cercare fantasia una nota una poesia

non rispondere alla sorte chiudi presto quelle porte

non restare sulla soglia spazza via questa tua voglia

non cantare più canzoni che nascondono illusioni !!!


Cantore:

Ed  così  facile perdersi senza ritorno.

Ed è così  inutile l'ansia, la fretta di tornare                       


Quale sarà la stella    

io cerco ancora

in questa notte calda e stanca.     

Ah!  Se solo questo furore

potesse fermarla mentre si allontana,

si allontana, si allontana...


b) Danza


---Strumentale---

                           PANNOLINO


Ecco, pannolino re delle nottate estive.

Ecco, pannolino  bagna il dito,

alza il braccio, segue il vento.


Beve tutto,l'assessore culturale

Beve tutto,il furbetto demenziale

Beve tutto,parrucchieri e fattucchieri

Beve tutto,il deviante per contratto.


Ecco, pannolino re delle nottate estive.

Ecco, pannolino  bagna il dito

alza il braccio, segue il vento.


Beve tutto,lo stilista, il culturista

Beve tutto,il balletto l'estetista

Beve tutto,promozione in cento ore

Beve tutto,l'imbroglione trasgressore.


IL RACCONTO DI UNA SOSTA IMPREVISTA


Quando, ascoltando il silenzio,

l'ultimo suono sembrava fuggire,

chiuse la porta dell'auto

conobbe il respiro del proprio affanno.


Persa per caso o per scelta

incerta ed ansiosa di un qualche destino,

lungo un sentiero di pietra

cercando un rifugio, una piccola luce.


E per la strada incontrò disperso

un viandante, viaggiava da solo.

Cantava una vecchia canzone

guardandosi intorno, cercò di fuggire.


Poi la sera mostrò

crepuscoli e tenui colori di rame.

Ecco la luna che scioglie

bagliori nel cielo: la nuova città.


Quando la macchina andò

nessuno vide se era da sola.

La scena veloce spostò il suo orizzonte

verso un altro teatro...

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