ACHILL ISLAND


Campi coperti di fango,

il vento non sa risparmiare il deserto

di pioggia e di verde.

Uomini soli di fronte

a un paese che muore,

giorno per giorno, ora per ora.


Ma tu verrai con me lontano

forse saremo gli ultimi e poi,

quando il vuoto di queste case,

quando il silenzio di queste voci,

sarà l’unico padrone,

       sarà l’unico padrone


Non c’è più posto per noi,

non c’è più nulla !

Non c’è più posto per noi

non c’è più nulla !


Il mare aspetta i suoi figli,

stanno partendo con quattro ricordi

stretti nel pugno.

Lungo il sentiero di pietra

stanno lasciando la fame, gli inglesi,

il silenzio, la guerra.


Ci sarà un luogo, forse un’idea,

dove approdare, dove fermarsi,

ci sarà un luogo, un’illusione,

dove placarsi, dove riprendersi.

per ricominciare ancora

per ricominciare ancora.


Non c’è più posto per noi,

non c’è più nulla !

non c’è più posto per noi

non c’è più nulla !

IL FOGLIO BIANCO


Noi restiamo chiusi qui

e guardiamo il nostro vuoto immenso,

sto giocando con un foglio bianco,

scivolando tra le pieghe di un disagio.


Quante sono le parole che

ci scambiamo e poi fuggiamo,

per attraversare fiumi, valli e laghi,

e trovarci poi nel ricordo di una vecchia idea.


Ma è difficile ora...

poter scrivere quel foglio bianco.


Pellegrini di ritorno,

quante volte ci parliamo addosso,

ma io ho ancora voglia di fermarti

e saltare la distanza dal tuo corpo.


Io ti incontrerò per caso,

certamente un giorno con il vento,

sarà come una fotografia

stampata male sulla pietra di una vecchia idea


Ma è difficile ora...

poter scrivere quel foglio bianco.



Io ti incontrerò per caso

certamente un giorno con il vento,

sarà come una fotografia

stampata male sulla pietra di una vecchia idea.


Ma è difficile ora...

poter scrivere quel foglio bianco.

NON CERCARLI



Se nessuno ormai capisce che

non vuoi più ascoltarli,

ti raccontano di un mondo che

non vive con te,

ti inventano un futuro, ma

non sanno il presente,

cercheranno di rubarti ancora

la tua unica realtà.


Non cercarli, non cercarli mai più


Siam passati ormai

tra mille stagioni,

son cambiate le parole,

nuove facce, nuovi inganni, ma

se guardi bene

dentro ai loro occhi

c’è la solita arroganza,

quell’eterna impotenza.


Non cercarli, non cercarli mai più


Sei seduta sola

davanti a una finestra aperta,

forse l’aria tiepida

e un’improvvisa felicità,

tu che stavi sempre coi vincenti,

tu che eri la più bella,

ti rivedi ora nel ritratto

dei tuoi migliori anni,


Guarda ancora, guarda, guarda ancora laggiù

PUBBLICITA’



Sono  pubblicità, non mi puoi sfiorare !

Sono pubblicità, devi solo osservare !

Io mostro le tue macerie e la tua fedeltà.


Sono pubblicità, non mi puoi spezzare !

Sono pubblicità, stringo le tue catene  !

Moda, santini, rock soldatini, tutto per voi !


Rimuovi presto ogni perplessità,

io so anche esprimerti democrazia !

Lascia da parte ogni vecchia realtà.

Seguimi...seguimi...seguimi...


Sono pubblicità, non andrò più via.

Sono pubblicità, mi avrai sempre con te !

Amami, ascoltami, avrai sempre voglia di me !...

CONFUSI IN MEZZO AI SIMBOLI



Siamo rimasti in questa città,

confusi in mezzo ai simboli,

di una nuova e sconosciuta stagione.


Siamo rimasti in questa città,

e dirlo non è mai un orgoglio,

ma piuttosto un’abitudine o una realtà.


E quando avrai finito

di tessere le tue mille tele,

quando avrai sconfitto

la tua inerzia del mattino,

allora seguimi, ritorneremo insieme

alla partenza di una corsa sbagliata.


Siamo rimasti in questa città,

e a volte giriamo altrove lo sguardo,

perchè se siamo cambiati no, non lo vogliamo sapere.


E quando avrai finito

di tessere le tue mille tele,

quando avrai sconfitto

la tua inerzia del mattino,

allora seguimi, ritorneremo insieme

alla partenza di una corsa sbagliata.


Siamo rimasti in questa città,

confusi in mezzo ai simboli

di una nuova e sconosciuta stagione...

IL SOGNO DI SCINDIGHER



a) Non ti incontrerò mai...


Non ti incontrerò mai

fuori da una fabbrica,

una voce educata, pulita, mi ha detto:

“Non mi servi più,

la tua mobilità è il mio solo grande amore”.


Guarda quante luci,

quanti nuovi colori.

Guarda i miei vestiti no,

non saremo mai soli !

Adatta il tuo sudore alla nostra realtà

Non te ne puoi pentire e non ti pentirai.


Non ti incontrerò mai

nell’antica polvere indiana,

una voce educata mi dice:

“ Hai soltanto la nostra Chiesa davanti”

Profeti di classe

questi nuovi cattolici dell’estetica.


Guarda quante luci,

quanti nuovi colori.

Guarda i miei vestiti no,

non saremo mai soli !

Adatta ogni tuo gioco

proprio a questa realtà.

Entra nel nostro sogno...

...è magnifico, no ?!...


b).....è magnifico, no ?!


c) lungo il sentiero di pietra

FOLLA DI PASSAGGIO


a) Arcoiris

b) Nell’antica polvere indiana

c) Tra la folla di passaggio


Ora vivo qui,

la casa sulla strada secondaria;

le auto sono i fari,

le luci che la sera si fermano qua.


Mi piace curiosare

tra la folla di passaggio,

sempre in cerca di qualcosa

da odorare e poi gettare via.

Provate la dolcezza

di non rispondere mai!


Ora vivo qui,

la gente del paese forse sa,

che vengo da città,

ma non racconto mai la mia storia, no!

LA RECITA DEL SILENZIO



a) Interno palcoscenico     


Quel silenzio è  una porta aperta

entro piano lungo la parete, scivolo, scivolo.


Nella stanza osservo i giocatori,

fermi intenti a non scoprir le carte,

pensano, pensano.


C' è qualcosa che rimane intorno, una strana attesa

una lunga pausa muta,

tutto il tempo perde ogni spessore, fugge via dai nostri occhi,

via dai nostri corpi.


Un quaderno sopra un tavolino,

sguardi suoni odori e volti acerbi

ridono, ridono.


Ti ho cercato proprio una mattina,

calda e strana primavera eterna,

seguila, seguila.


Ma per noi sognatori stanchi di una nuova sorte,

di una doppia vita vana,

tutto il tempo perde ogni spessore

fugge via dai nostri occhi ,

via dai nostri corpi, VIA!


b) Giorno per giorno


---Strumentale---


c) Merce!


ORFEO:   "Sono come tu mi vuoi!".  

Disse Orfeo ormai convinto   della sua sincerità.

"Fai di me il consolatore  il grande sognatore  di questa umanità".


ANACLEO:     "Bravo Orfeo!" disse Anacleo

                      "Hai capito finalmente la tua vera identità

                  Sei per me il portavalore,

                  lo sgradevole sudore del ghetto di città".


                          Scrivilo! Scrivilo! Scrivilo! Scrivilo!


ORFEO:            Non ho più la voglia di aspettare

             vendo ora tutto.

ANACLEO:      Ecco il tuo personaggio

              rude animale domestico, rude animale domestico!


ORFEO:       Scrivi tutte le tue belle cose

           anche tu non perderai.

ANACLEO:   Mille sono le carte

           vince solo una, vince solo una!


          Merce, cosa si fa per te ! Merce, cosa si fa per te !

                     Merce, soltanto per te !


ORFEO:    "Sono come tu mi vuoi!"

          Disse Orfeo ormai seguace della sua volontà

                "Scegli dalle mie labbra le parole,

           poi insegnami lo sguardo, l'espressione della voce.


ANACLEO:   "Bravo Orfeo!" Disse Anacleo.

            Sei perfetto nella parte, grande re di varietà.

                   Sei venuto dalla strada

                   e lavato dai peccati  ti presenti in Società".


                        Scrivilo! Scrivilo! Scrivilo! Scrivilo!


ORFEO:          Dove sarei ora senza il sale

                     dei miei  giorni stanchi

ANACLEO:      Urla le parole

                     battere, ribattere. battere, ribattere.       

ORFEO:          Mentre digerisco il tuo sapore,

                     vuoi lasciarmi solo !

ANACLEO:     Il gioco dei verbi insegue

                    il  netto orizzonte, l'unica meta:  vendere,   vendere !


            Merce, cosa si fa per te !  Merce, cosa si fa per te !

            Merce, soltanto per te !


MISS MOLLY:         Armadio fantasia,  lire due milioni e otto

                           Al reparto surgelati,  le offerte del giorno.


d) Trappole


Trappole, mi cercano ogni giorno

appese sulla soglia della mia stanza.

Trappole, nascoste tra le righe

di ogni bel discorso, di mille copertine, di ogni bel discorso...

Sulla soglia della mia stanza...

Trappole, di ogni bel discorso,

di mille copertine, di ogni bel discorso.

Trappole!



Vive questa piazza,

fiera di imbroglioni,

folla di educati e rispettosi professori

Ribelli prenotati nei sondaggi di mercato,

Via da me!


e) Verso la torre


---Strumentale---


f) Basnja


Allora dimmi, che gioco faremo? Allora dimmi, quando scomparirai?

Allora dimmi, quanti minuti ancora? Allora dimmi, qualcosa resterà?


Oltre quel vetro, da un trentesimo piano

la notte è un gelo risolutore.

Tappeti di polvere ascensori di verità


Che immagine offre la moviola di un salto,

una lunga rassegna di fatalità,

luce riflessa  di una strana situazione.


Si incontrano immagini ingombranti e fugaci,

gesti nervosi senza lucidità:

labirinti di errori, soluzioni sempre a metà.


Stiamo correndo, stiamo fuggendo,

le porte rimaste si chiudono lente:

dammi la forza, dammi ancora il tempo.


Volti che danzano, suoni che stridono,

dispersi pentiti, cambiati traditi:

oltre quel vetro da un trentesimo piano.


Laggiù le poche auto nella notte trasportano amori difficili, silenziosi.


Io sono qui, sopra la torre ...

cerco ancora momenti di continuità.

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