“Nell’inverno 1985/86 chiesi ad alcuni vecchi amici, che da molti anni collaboravano con me in varie esperienze  musicali, di incontrarsi qualche sera per arrangiare e suonare qualche canzone che avevo composto. Io allora suonavo la chitarra acustica e cantavo e con me c’erano anche Orio Cenacchi alla batteria, Andrea Guglielmi al basso e Paolo Passarini alla chitarra.

Provavamo nella cantina di un mio amico (Andrea Ferrari) in Piazza dell’Unità a Bologna. Ricordo che per qualche settimana si unì al gruppo ancora senza nome un tale Davide al sassofono. Nella primavera del 1986 passai ai sintetizzatori e a noi si unì  la cantante Antonella Cori e il chitarrista solista Pier Luca Gamberini di Scarfea (ora con i Zabov)

Del repertorio di questo periodo rimane ben poco. Erano brevi composizioni impostate sullo stile della canzone d’autore con qualche timida  apertura strumentale e brevi spunti solisti. Nell’estate del 1986 il gruppo si esibisce in qualche concerto (ancora senza nome) e qualche settimana dopo partii per una vacanza in Grecia con Paolo Passarini e Antonella (precisamente in Calcidica, penisola di Sithonia), Decisi di dare al gruppo il nome di questa affascinante penisola sospesa tra la chiassosa e terrena Cassandra e il mistico e silenzioso Monte Athos. Nell’autunno dello stesso anno pensai di dare una svolta più precisa alla musica dei neonati Sithonia: maggiore impatto elettrico e tentativo di allargare le parti strumentali secondo lo stile progressivo che era pur sempre il mio primo grande amore musicale. Per fare questo ho dovuto rinunciare all’apporto di Paolo Passarini e Antonella Cori  e chiamare un altro vecchio amico: Gabriele Inglese, flautista, pianista, chitarrista e tanto altro ancora. Cominciano a prendere forma diverse canzoni che troveranno posto alcuni anni più tardi nel primo disco dei Sithonia ed altre mai incise. Purtroppo Gabriele vive in Toscana e riesce difficilmente a far fronte agli impegni e alle prove del gruppo e dopo l’estate del 1987 un altro evento rischia di compromettere il futuro dei Sithonia: il chitarrista Pier Luca Gamberini di Scarfea lascia e così mi ritrovai con Orio e Andrea quasi al punto di partenza. E invece la storia doveva ancora cominciare. Attraverso un annuncio sistemato in un negozio di strumenti musicali (cercasi chitarrista genere “old progressive”...) si presenta un giovane chitarrista, compositore e polistrumentista : Roberto Magni  subito incluso nella band . Per le parti cantate decisi di avvalermi dell’esclusivo apporto di un cantante solista, riservando per me  il ruolo di seconda voce. Il cantante viene trovato in famiglia: si tratta di Paolo Marcheselli, mio cognato , cantante, cabarettista, fantasista figlio d’arte (il padre era un famoso suonatore di organetto bolognese). Le prove di questa nuova formazione iniziano nell’autunno 1987. In Dicembre il primo concerto (sede del Quartiere San Vitale a Bologna) al quale partecipa dietro le quinte (passando i suoni midi alla mia tastiera), un altro vecchio amico, già con me, Orio e Andrea negli anni 70: il tastierista Oriano Dasasso.

I Sithonia sono quindi nella formazione che inciderà tra il 1988 e 1989 il primo disco, l’autoprodotto “Lungo il sentiero di pietra”. La svolta e la crescita di quello che diventerà il nostro piccolo stile nasce da questo momento in avanti dalla integrazione tra le mie composizioni e il lavoro di Roberto Magni che in particolare cura tutti gli arrangiamenti e costruisce preziosi demo tape registrati domesticamente che servono poi a tutti gli altri componenti per verificare ed aiutare la realizzazione di ogni canzone .

Con  “Prove di volo” demo che comprende già buona parte del futuro vinile, e ancora di più con il demo di “Lungo il sentiero di pietra” i Sithonia cominciano a guardarsi intorno e in questo giro d’orizzonte è importante la occasionale conoscenza con  Sandro Pallavicini (ora scrittore di successo) che collabora ad alcune riviste (“Metal Shock” “Rockerilla”) e li incoraggia fortemente a continuare, spronandoli alla realizzazione di un disco autoprodotto come altre band del rinato prog italiano (Nuova Era, Arcansiel, Ezra Winston) avevano già fatto.

L’incontro con Sandro avviene ad un festival che si teneva ogni anno vicino a Vigevano e durante il quale i Sithonia presenti si convincono della possibilità di far ascoltare in nuovo ambito di interesse le loro canzoni .

Dopo alcuni contatti non definiti con l’etichetta fiorentina “Contempo” (che sarà comunque il principale distributore di” Lungo il sentiero di pietra”) decidiamo per l’autoproduzione e con l’aiuto di alcuni amici ( che è doveroso ricordare: Alberto Dal Pozzo detto “Otelma”, Roberto “Camerun” Rimondi, David Brian Srb e Flavio Tugnoli) realizziamo il disco d’esordio ” Lungo il sentiero di pietra” che l’anno successivo verrà portato a Sandro Pallavicini sempre in occasione del festival prog lombardo.

Cominciano le prime recensioni sia in Italia che all’estero e sono veramente soddisfacenti tanto che il disco entra nelle classifiche dei migliori dischi del 1989 compilato dalla rivista Rockerilla.

Mentre i Sithonia cominciano a provare nuove canzoni il bassista Andrea Guglielmi per impegni di lavoro è costretto a lasciare e viene sostituito da Valerio Roda, già componente  dei “Sinai”, gruppo di provenienza di Roberto Magni.

Nel periodo successivo all’uscita del disco registriamo una canzone (“Specchio”) per una compilation curata dalla Toast di Torino  e  decidiamo di abbandonare l’autoproduzione  cercando un’etichetta in grado di produrre la nostra musica in quanto non in grado per problemi di tempo e impegni personali a far fronte al lavoro quotidiano che la gestione di un’autoproduzione comporta.

In questo periodo il cantante Paolo Marcheselli decide di lasciare il gruppo e viene sostituito da Marco Giovannini, anche lui già componente di diversi gruppi dell’area bolognese.

Attraverso un amico fiorentino ( Alfredo Caprio ) la band fa la conoscenza di Mauro Moroni della Mellow Records al quale viene proposto il nuovo disco già registrato con l’aiuto di David Srb. Si tratta di “Spettacolo annullato” che esce su CD nell’autunno del 1992. Questo è sicuramente il periodo di maggiore creatività ed espansione della band. “Spettacolo annullato” raccoglie una serie di recensioni molto positive, in particolar modo all’estero, e si imporrà come il maggior successo discografico dei Sithonia. L’anno successivo una canzone di questo stesso disco comparirà anche nella compilation “Progressive voyage” sempre dell’etichetta sanremese. Nel 1994 esce invece il disco live “Folla di passaggio” per buona parte registrato a Genova in una serata organizzata dalla Mellow con la partecipazione dei Caravan di Richard Sinclair.

Nella primavera-estate del 1995 i Sithonia incidono il secondo disco in studio con etichetta Mellow Records (il quarto della loro storia) che si intitola “Confine” ed esce alla fine dell’anno. Nei primi mesi del 1996 si chiude (ma non per sempre come vedremo...) il rapporto con la Mellow Records.

La realizzazione di “Confine” fu particolarmente impegnativa e faticosa. Si consideri  che tutti i componenti dei Sithonia sono sempre stati dei dilettanti della musica, trascinati da una grande passione e pronti a diversi sacrifici per la realizzazione dei loro progetti, ma le lunghe notti passate nello studio di Gianluca Gadda alle quali seguivano le normali giornate di lavoro furono veramente difficili. Pensiamo a band celebri, con forti motivazioni economiche, che riescono a sfasciare anche robusti rapporti, quindi non è poi così difficile capire come mai all’interno di questo gruppo, da sempre pronto a sacrificarsi molto e a raccogliere poco, cominciarono una serie di malumori, malintesi e nervosismi vari. Negli anni successivi la realizzazione di “Confine” le occasioni di concerti si fanno sempre più rare, l’entusiasmo per il “ritorno del prog italiano” si affievolisce, le recensioni di “Confine” non sono favorevoli come in passato. Le canzoni potenziali per un nuovo disco sono già pronte, ma non è chiaro chi lo produrrà, si avverte la sensazione di una inutilità del tutto: disco, prove, altro disco e poi...cosa cambia ? Il risultato di questo clima è l’avvicendamento del chitarrista Roberto Magni (che tanto aveva contribuito al suono, alle composizioni e  agli arrangiamenti) con Sauro Musi. Ed è in questa formazione che i Sithonia realizzeranno nel 1999  “Hotel Brun”, che fu proposto senza successo ad altre etichette e alla fine verrà realizzato con....la cara vecchia Mellow Records. Il disco soddisfa molto tutti noi e la crisi potrebbe sembrare superata. E invece, come spesso accade in queste situazioni la vicenda è all’epilogo: una sera dell’estate del 1999 convocai  tutti a casa mia e annunciai di voler chiudere con questa esperienza. Forse non tutti erano d’accordo e forse la mia scelta fu troppo istintiva, ma così è andata; dopo quasi 15 anni questa piccola storia di musica si chiudeva in sordina, così come era iniziata”

Come molte delle storie di musica...si va e si torna....così, passati un po’ di anni  durante i quali comunque abbiamo continuato a frequentarci e a collaborare in singoli progetti, nella primavera del 2008 ci siamo dati appuntamento in un ristorante della periferia bolognese, abbiamo mangiato e ben bevuto e qualche settimana dopo (nella formazione di “Spettacolo annullato” e “Confine”)  eravamo di nuovo in sala prove... potenza della crescentina e della tigella !

E così nel 2011 è uscita “La soluzione semplice” per l’etichetta Lizard Records di Loris Furlan che ci ha sostenuto e incoraggiato a rimetterci davanti al giudizio degli ascoltatori. Siamo stati molto contenti di questo lavoro e dei commenti, per la maggior parte positivi, che hanno accompagnato la sua uscita. Soprattutto perché siamo riusciti a trasmettere il messaggio non di una reunion di attempati signori ispirati solo..dal loro passato..ma di un qualcosa di fortemente voluto e anche sofferto, spesso uscito con rabbia, lontano il più possibile dall’abitudine e dalle maniere.

                                                                                                    (Paolo Nannetti)

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