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La scena new prog italiana volenti o nolenti è oggi ben rappresentata da una miriade di gruppi che cercano “disperatamente” di riappropriarsi di quel terreno perso nei confronti del verbo rap. I Sithonia sono pronti per farsi vedere e sentire con il secondo CD dopo un primo LP autoprodotto (“Lungo il sentiero di pietra”) uscito nel 1989. Sono pronti per farsi ammirare nella loro maturazione artistica, negli stravolgimenti di line-up che hanno portato un nuovo cantante e un nuovo bassista, nelle ultime composizioni scritte, mai pesanti o arroccate in arrangiamenti barocchi tali da castrare il risultato finale. I Sithonia sono pronti per  conquistare il mondo, non sono dei ragazzini alle prime armi, ma musicisti senza falsi miti, o false speranze, musicisti che hanno lavorato duramente per arrivare ad un nuovo disco (esiste solo la versione compact), un CD che non vuole essere indirizzato solo agli amanti del prog, ma a tutti coloro che cercano nella musica emozioni e sogni fantastici. Il viaggio inizia con “La Recita del Silenzio”(22 minuti e 15 secondi) e termina con “La Danza del Gatto sul Tetto”, tra queste due canzoni altri brani sono l’itinerario obbligato per giungere alle porte del fatato castello dei Sithonia.


Andrea Tinti


Dopo oltre un anno di attesa, i bolognesi Sithonia sono riusciti a trovare un’etichetta disposta a produrre il loro secondo disco che segue il debutto del 1989 intitolato “Lungo il sentiero di pietra”: Ci sono stati cambiamenti sia nella line-up che musicali: “Spettacolo annullato” è un’operina che si regge autonomamente, un concept album di cui potrete seguire tutti i passi nel libretto del CD, esaltato da una copertina stupenda.

L’iniziale “La recita del silenzio” si divide in sei passi che alternano momenti di ricerca come “Merce” ad altri più sognanti”...verso la torre”, mentre in “Pannolino” ci sono tracce di heavy prog; notevole l’intro di piano in “Spettacolo annullato pt.2” con un testo molto forte (Ed è così facile perdersi senza ritorno”) che si dipana su un ritmo ispirato con un bel assolo di chitarra; quando appare il minimoog si aprono nuovi orizzonti dove tutto sembra pulito, giusto e logico: I Sithonia confermano la teoria che, senza pregiudizi, si può ascoltare buona musica anche al di fuori dei territori canonici di questo giornale: Non è facile reperire il CD, essendo destinato quasi esclusivamente al mercato estero, visto anche la cronica indifferenza in Italia verso chi non suona le solite stupidate sanremesi !


Gianni Della Cioppa su “Flash Metal”


Di fronte a un bel disco, solitamente ci si sforza di cercare dei difetti, in modo da capire se è il caso di gridare al capolavoro. E in questo caso il disco è davvero bello: Seppure solo al secondo album, dopo l’esordio con “Lungo il sentiero di pietra”, i Sithonia lasciano a bocca aperta: questi ragazzi suonano un buon progressive dalle tante influenze ma esente da palesi scimmiottature di colleghi più celebri; un prog davvero di razza, i cui episodi maggiormente seducenti si ritrovano in quella sana frammentarietà delle linee melodiche, egregiamente gestita da saggi e ben eseguiti cambi di tempo da parte della sezione ritmica: Colpisce inoltre la capacità dei Sithonia di integrare spunti melodici di estrazione chiaramente prog a riff e atteggiamenti armonici tipici della musica popolare, senza perdere in questo matrimonio il filo logico del discorso. “La recita del silenzio”, la suite iniziale, chiarisce immediatamente le vere capacità del gruppo, ma l’apoteosi si ha con la conclusiva “Danza del Gatto sul tetto”, reprise di tutti i temi portanti del disco, gonfiati in un crescendo strumentale davvero emozionante.  Solo ascoltando e riascoltando con attenzione il disco emergono alcuni punti poco chiari: In primis la ripetitività di alcune tranches melodiche che, fin dal primo ascolto tendono ad essere un po’ troppo opprimenti: non si sarebbe dovuto, forse, dar vita a un LP di 50 minuti basandosi solo sul materiale a disposizione, peraltro di ottima qualità: Inoltre malgrado la buona riuscita dei testi in italiano, cosa abbastanza rara, Marco Giovannini, lead vocalist, presenta un timbro di voce molto particolare, inconsueto, che sulle prime desta diffidenza e che solo dopo diversi ascolti riesce a piacere. Un’ultima perplessità nasce dalla scelta, a mio parere, poco curata  dei timbri di tastiera: alcuni passaggi risultano penalizzati dai suoni troppo “casalinghi” dei due tastieristi della formazione. Ma a questi e altri piccoli difetti sparsi qua e là, si evidenziano solo con un ascolto critico veramente attento, privilegio che non sarebbe spettato a questo disco se si fosse trattato di un prodotto meno brillante e seducente. Quindi non un capolavoro, ma davvero un buon lavoro che, se più meditato, avrebbe sfiorato la perfezione. Sithonia, vi aspettiamo al varco....


Gianfranco Giardina su Paperlate  


Dès la publication de leur premier album “Lungo il sentiero di pietra” en 1989, les italiens de Sithonia affichaient une démarche musicale ambitieuse: thèmes complexes, multiplicité des mélodies qui s’enchévétraient, consonnance générale de la musique  en

demi-teinte. Ici, point de thèmes accrocheurs, point de véritable envolée symphonique classique mais plutòt une succession de mille subtilités qui s’imbriquent harmonieusement les unes aux autres. Le type mème d’album qui ne dévoile ses splendeurs qu’au terme d’ècoutes successives, doté de suffissament de richesses musicales pour que l’impression de dècouverte subsiste encore après de nombreuses auditions... Dans ces conditions, on ne peut que féliciter l’excellent label italien Mellow Records qui vient d’éditer en compact la seconde oeuvre du groupe: “Spettaccolo annullato”. Dans cet album d’une amplitude créatrice encore supérieure, on retrouve tous les ingrédients qui faisaient le charme précieux du précedént. Les arrangements sont ici cependant portés à un degré d’elaboration supérieur, possèdent un ampleur nouvelle (partie centrale de la somptueuse suite “La recita del silenzio”). Flùte, piano guitares acoustiques et électrique(Roberto Magni), synthétiseurs aux sonorités modernistes et fulgurantes composent le décor musical avec cet exquis mélange de classicisme, de barroque et de tonalités typiquement jazzy qui caractérise les formations italiennes les plus inventives de ces vingt dernières annés.

Les références musicales ont pour nom: Pierrot Lunaire (“Gudrun”) ou Ezra Winston (Myth of the chrysavides) puor certains passages fugitifs de synthétiseurs. On pense égalment  à l’ampleur, à la coloration musicale chaleureuse de Aton’s (Caccia grossa).

Avec “La danza del gatto sul tetto” qui conclue l’album, ses choeurs majestueux, ses synthétiseurs futuristes et ses parties de guitare d’une incroyable inventivité/sensualité, Sithonia touche au sublime.

En conclusion , un Sithonia musicalement fidèle à sa legende, encore plus beau, plus inspiré et plus mùr que par le passé. Une oeuvre de choix qui fera vibrer tous les amateurs de progressif elaboré, inventif et complexe, une création destinée à ceux qui savent cuellir la rose audelà des épines. Une réelle splendeur.


Didier Gonzalez su Harmony


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Un gatto sornione narra che l’ispirazione di “Spettacolo annullato” arrivò improvvisa un pomeriggio uggioso.

Un pesante busto di Lenin cadde sulle dita del compositore intento alla tastiera del pianoforte e interruppe il silenzio creativo. La recita ebbe inizio. Altri cinque pargoli uscirono dalla penombra, accordarono i loro strumenti e riempirono la scena.

Come folletti dell’aria volteggiarono in un castello di suoni. Per l’ascoltatore-spettatore fu una continua sorpresa avventurarsi tra feritoie, segrete ( “Giorno per Giorno”), sotterranei (“Trappole”), ponti levatoi (resisteranno all’armatura lipidica del Cavalier Nannetti?), pertugi sublimi (Allora dimmi...), ouverture adamantine (“Interno palcoscenico”) e grate da cui filtra una luce accecante (“Il racconto di una sosta imprevista”).

Grande rivelazione Marco Giovannini; il suo particolare timbro melodrammatico e gli ottimi arrangiamenti conferirono a “Spettacolo annullato” un tessuto più ricco ed omogeneo rispetto all’album di esordio( inutile citare il demiurgo P.N. , il prode Magni e via via gli altri affiatati cortigiani). Viene sempre da chiedersi che ne sarà di questi ex enfant prodige.

Se non si faranno traviare dalle lusinghe di Miss Molly, se non si getteranno dalla torre per venir riabilitati dopo la morte, se non si faranno ammansire dai sondaggi di mercato, se non abbandoneranno il sentiero di pietra per imboccare una mulattiera, se davvero esiste un dio o una vaga imitazione, otterranno un meritato posto al sole.

Parola di Otelma.

Giorgio Giorgi

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