Orio Cenacchi

Oriano Dasasso

Marco Giovannini

Roberto Magni

Paolo Nannetti

Valerio Roda





      




ALBA DI SPAGNA


Questa canzone è una piccola storia da raccontare: una chitarra e una percussione accompagnano il breve testo in grande semplicità, poi il tema si scompone e si ricompone con l’intervento prima di strumenti acustici (arpa, mandolino, flauto) e poi via via in un drammatico crescendo orchestrale. Nel finale ritroviamo la iniziale vocazione acustica. E’ la conclusione della prima canzone, ma lo sarà successivamente  anche dell’intera opera (..la matita chiude il cerchio...).



SINERGIE INTERATTIVE

(NUOVE TENDENZE ALLA RICERCA DEL CIBO)


Ritroviamo un tema caratteristico delle nostre canzoni, la disarmante ma premiata pochezza dell’arrampicatore sociale, in particolare dell’operatore “multimediale”, figura trionfante della italica malconcia industria culturale. La struttura dialogante e quasi “saltellante” è un nostro piccolo marchio di fabbrica utilizzato anche in passato  ( “Merce”, “Pannolino”).



PICCOLE VELE


Questo brano, nato su un giro di basso molto lineare e un andamento piuttosto “easy listening” nel corso di questi anni è stato sempre più “trattato” nell’arrangiamento, fino ad assumere un’atmosfera più eterea, ma anche più “cattiva”. Il testo è un’ideale continuazione in positivo di” Folla di passaggio”: dove in quella canzone la fuga era rassegnazione, qui troviamo volontà di riscatto e di recupero.



PENTOLE SULLO SCAFFALE


Strumentale composto di parti piuttosto distinte: ad un tema iniziale dettato dal mini-moog, si aggiunge un’ apertura con piccole frasi di tastiera e chitarra che dialogano tra loro, fino a sfociare in un finale orchestrale introdotto da un giro di basso piuttosto aggressivo.


PORTO D’INGHILTERRA


Da tempo volevamo costruire un brano con atmosfere e suggestioni care alla letteratura “romantica” tra XVIII e XIX secolo. Quale migliore luogo per calare la nostra storia di un porto sulla costa del Devon e quale migliore protagonista di un uomo seduto in fondo a un locale che vive le indecisioni, l’eroismo e la vigliaccherie delle sue scelte esistenziali? Il tutto miscelato con tuoni, mare in burrasca, vascelli crepitanti e inondazioni di mellotron... Sinceramente ci siamo emozionati davanti al risultato finale...



UN ALTRO MOMENTO


Strumentale già presente nel live “Folla di passaggio”, arricchito da un’introduzione di ispirazione acustica non presente nella precedente versione. Anche in questo caso da un lineare riff di basso si sviluppa un intreccio di variazioni ritmiche con alcuni temi “dialogati” tra chitarra e tastiera



PIANCALDOLI


Anche una piccola e sconosciuta località dell’Appennino Tosco-Emiliano può assumere personali valori simbolici, quando indistinte immagini ti conducono a bordo di una vecchia corriera....

Introdotta da un solo di chitarra acustica questa canzone rappresenta probabilmente il  momento più melodico dell’intero disco, anche se al suo interno contiene una parte strumentale intrigante e piuttosto “feroce” che si risolve in un coro evanescente e in flauti lontani.



LA CELLA


Anche questa canzone era inserita nel disco live. L’abbiamo riproposta in questa versione in studio per riuscire a rendere in modo tecnicamente più valido la varietà e densità dei suoi temi introdotti da un solo piano e voce.



ULTIMO A STARE IN PORTA

(MANCA UN QUARTO ALLE CINQUE)


Sicuramente la selezione più “schizofrenica” e “cattiva” dell’intero disco.

Unisce soli rockeggianti quasi di sberleffo a momenti “free” dettati dal sassofono.

Il testo è un inno alla necessità dell’ultimo in classifica, nella speranza non tanto di ribaltare il risultato, ma almeno di essere lasciati in pace...



IL SEGNALE


Canzone appartenente al primo repertorio dei Sithonia. L’unico arrangiamento che non ha sdegnosamente rifiutato è quello per solo pianoforte ed è così che ha finalmente accettato di farsi registrare.



ALLA CORTE DEL GRAN KHAN

(che include La tratta degli schiavi)


Questo strumentale nacque vent’anni fa per un gruppo acustico (due chitarre, clarinetto e percussione) La versione attuale, pur mantenendo intatti i temi, ha un impatto ben diverso :  una corsa elettrica condotta a tempo di frusta !



CONFINE


Il titolo dell’intero disco è una canzone che parla di noi, di una vecchia stazione abbandonata, della serenità di fronte al mare e di una voglia folle e ingiustificata di ricominciare....


all’uscita del CD rilasciammo un breve comunicato stampa che qui riproduco...

Piancaldoli


da “Confine”

Piccole vele


da “Confine”

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Words by Paolo Nannetti

Music by Paolo Nannetti and Roberto Magni except “...un altro momento...” and “ Pentole sullo scaffale” by Valerio Roda and Roberto Magni, “Il segnale” by Paolo Nannetti (piano arrangement by Roberto Magni).

Front cover and artwork: Roberto Magni.

Photographs by Angelo Smania (Colorflash Professional San Lazzaro BO and Lauretta Grandi.

Recorded on digital multitrack during May 1995 at Scandellara Studio Bologna. Additional tracks recorded At Gadda studio Bologna during June and July 1995.

Mixed at Gadda studio during July and August 1995.

Recording and mixing sound engineers: Gian Luca Gadda and Riccardo Rinaldi.

Digital editing: Riccardo Rinaldi

Tube mastering process

Batteria e percussioni

Tastiere, cori

Voce solista, cori

Chitarre elettriche e acustiche, mandolino, tastiere, cori

Tastiere, fisarmonica, voce solista e cori

Basso

Guests

Francesco De Martino: tenor saxophone on “Ultimo a stare in porta”

Silvia Lipparini: backing vocals on “Piancaldoli” and “Ultimo a stare in porta”

Gian Luca Gadda: sampled timpani on “Alba di Spagna”

One more time: The Scindigher Synth Orchestra directed by Maestro Tobia Henson

Miss Molly on “Sinergie interattive”